Backstage di "Round again: dietro le quinte della giostra dell'orso"

C'è qualcosa nell'esteriorità di un cavallo che si attaglia all'interiorità di un uomo

Winston Churchill 

Un'estate insieme per conoscere il mestiere del vento

Ok, Il Capo ha pubblicato il video "Round Again: dietro le quinte della Giostra dell'Orso": bellissimo, tanti complimenti, suggestivo, piangono tutti etc etc… ma voi avete idea di cosa ho passato IO in questi mesi?
Potete provare ad immagianarlo?
Vi aiuto.
Tutto iniziò una giornata dei primi di maggio quando Daniele, galoppando in sella alla sua fiera Jackye, quarter di sette anni, ha avuto un'illuminazione:
- "Certo che questi animali sono proprio fantastici, vero?"
"Lo saprò, è da quando ho 12 anni che monto (e spesso scendo involontariamente) da cavallo!", rispondo con l'aria di chi non viene a conoscenza di niente di nuovo.
"Sarebbe bello fare un video sui cavalli, che dici?"
"Sarebbe bello, sì", rispondo con aria distratta continuando a passare il grasso sugli stivali acquistati da Gino Culatore, grande storico cavaliere della Giostra dell'Orso, pochi giorni prima.


Quanto sarà trascorso? Un'ora? Forse due? Improvvisamente vedo arrivare Daniele visibilmente emozionato che esclama: "Ho parlato con Federico (il nostro maniscalco), corre la giostra dell'Orso per il Grifone, venerdì andiamo e iniziamo a girare il backstage della giostra! Abbiamo preso una fantastica decisione Jessy!".
-"Abbiamo…", sì insomma, sono felice ma "abbiamo" è una parola grossa, non conosco nessuno, ho tifato Cervo Bianco, un rione rivale, per anni, simpatizzo per il Drago, ora, dal niente, il Grifone, così, a ciel sereno! Ok, se lo "abbiamo" deciso, lo faremo!
Iniziamo a studiare la storia, le possibili riprese, andiamo a Pistoia più volte senza farci notare per capire le ore di luce migliore, abbozziamo una storyboard, provo, senza alcun risultato, a cambiare qualcosa dell'idea iniziale, litighiamo, ho ragione io, forse ha ragione lui, vai da solo, vengo anch'io, alla fine ci presentiamo d'amore e d'accordo al Ponticino, sede del Grifone, per le prime riprese.
I patti erano chiari: io riprendo i particolari e tu fai riprese più generali, tanto la prima volta è una prova, non devono esserci tensioni di alcun tipo.
Così monto il mio cavalletto, aggiusto camera e obiettivi e mi posiziono vicino alla selleria per riprendere qualche "macro".
Mentre sono intenta a realizzare le riprese sento appropinquarsi un'ombra da dietro, quasi un fantasma. La differenza principale è che i fantasmi non parlano mentre l'ombra in questione si rivolge a me con aria magistrale ed esclama quasi a voler gridare sottovoce ma con il sorriso stampato in volto per figura: "Ma dove ti sei messa? Non vedi che la luce migliore è lì?".
Cerco di capire dove si trovasse esattamente il "lì" indicato dagli occhi "maligni" di Daniele D'Agostino (nome e cognome, per mantenere le distanze). Mi sposto quindi di mezzo metro e continuo le riprese sbuffando con il sorriso, mi esce anche un "Grazie amore" che potrebbe esser tradotto con un "Ma va va…..". 

Sì perché dovete sapere che il Dag, affinché lavori al massimo delle sue potenzialità, deve essere mantenuto sereno, se si inalbera inizia a fare riprese che potrebbero sostituire qualche frame di pellicole di guerra famose o film di azione macabri.

Non sono mancate altre "chicche", quando ad esempio, pur di far uscire "quella" precisa ripresa ha rischiato di farsi/mi investire da un cavallo in corsa, di prendere un calcio (non solo da un cavallo ma anche dai qualcuno dei presenti "stressati" dalle sue continue richieste).
La frase che più ho sentito ripetere in questa estate di riprese equine è stata: "Bellissima! Benissimo! Spettacolare! Bravi tutti! Per sicurezza però facciamone un'altra…" a cui seguiva un rapido mutare del sorriso dei protagonisti in una smorfia di disagio misto a rassegnazione.
Questo tipo di "mood" è durato da maggio 2017 fino a gennaio 2018, periodo della pubblicazione del video. Pur di realizzare le riprese che voleva, ha sottomesso mezzo rione ai suoi voleri: moto prestate per riprese in movimento, persone che si presentavano in orari assurdi per fare le riprese aeree nella luce giusta (e con orari assurdi intendo le 4 e mezzo di mattina), chili di anti-zanzare spruzzati ovunque perché la "luce migliore" era esattamente agli orari preferiti anche dalle zanzare e dai tafani, sveglia in mezzo alla notte per partire alla ricerca del time-lapse perfetto.
Immaginate me, poveretta (me lo dico da sola), a 40 gradi nella polvere, mangiata dalle zanzare, che provavo a modificare la timeline con qualcosa di più facile e meno stressante, riuscendo solamente, alla fine di tutto, a mettere nuove idee in testa a Daniele tanto da dovere, in fine, realizzare sia la sua idea che la mia.
La cosa più bella è stato conoscere le persone del Rione, le cene al fresco della sera che Francesca cucinava per tutti, gli aneddoti raccontati davanti ad una birra mentre la sera scendeva e rinfrescava i cavalieri stanchi, il fotografo stressato e la mia pelle mangiata dai tafani.

 Mi sono affezionata a tutti tanto da indossare la sera delle prove in Piazza del Duomo e della gara ufficiale, la maglia del Grifone che mi hanno regalato, come se non fosse esistito in vita mia altro rione se non il Grifone.
Ed anche qui potrei stare zitta ma voglio raccontarvela.
Serata delle prove, 35 gradi dopo cena. Daniele a Pistoia a girare fin dalla mattina, la sottoscrita raggiunge la piazza la sera per altri impegni di lavoro. Recupero la borsa che mi ha lasciato con tutto il materiale per girare, corro sulle gradinate dopo aver fatto in auto ed a corsa, 50 minuti di corsa contro il tempo per arrivare in orario. Prendo il cavalletto, monto la macchina, obiettivo, inquadro, scatto e … si era dimenticato di lasciarmi le schede per registrare.
Ok…abbiamo risolto…ma pensatemi ogni tanto!
Finito tutto abbiamo iniziato a montare il video, a scegliere le riprese, la musica, la voce narrante … sì, la voce narrante, vi dico solamente che dopo aver registrato bene quattro voci, tutte di notevole qualità devo dire, quando per un problema, quando per un altro, alla fine Daniele ha finito per far ricadere la scelta niente di meno che su Federico Giani, bravissimo attore di teatro che ricorderete anche accanto a Owen Wilson nella celebre pubblicità del Crodino.
E' stato un montaggio lungo e non sono mancate le litigate ma quello che ci ha unito è stato il cuore, va detto. Questa esperienza ci ha segnato nel profondo, è stato fantastico condividere le emozioni di tutti i ragazzi del rione fino a sentirle nostre, è stato bello sentirsi di famiglia solo dopo pochi incontri, è stato unico vivere questa esperienza insieme al rione e d'ora in poi, tifare Grifone, non sarà più una scelta di testa o di posizione geografica, sarà una scelta di cuore!

Da questa esperienza ho appreso tante cose ma l'insegnamento che mi rimarrà più impresso è che d'estate, dalle 18 in poi, o hai l'Autan in tasca oppure ti conviene non uscire di casa! 

Di seguito ed a QUESTO link, il video realizzato dal "valoroso" Dag Pro Studio  al termine di questa avventura!

Stay tuned!

 ​Jessica Venturi

(la collega, amica, segretaria, moglie e a volte anche suocera di un fotografo esaurito)

Backstage dello shooting per "Follemente sposa"